La Via dei Cavalleggeri

La Via dei Cavalleggeri

La Via dei Cavalleggeri è un antico percorso costiero strategico e militare del XVI° secolo che da Livorno giungeva al promontorio di Piombino sviluppandosi per circa duecento chilometri.

Questa antica via fu creata per volere del Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici come pattugliamento costiero congiungendo un sistema di difesa fatto da torri, forti, fortini e postazioni armate, per contrastare le ripetute scorrerie piratesche dei Turchi e dei Barbareschi ai danni delle popolazioni costiere e far fronte alle conseguenti devastazioni, razzie di beni, morti  e prigionieri da ridurre in schiavitù.

Fu istituito il corpo militare speciale armato dei “Cavalleggeri”, addetti alla vigilanza costiera, non solo per frenare gli attacchi dei corsari e dei pirati, ma anche per reprimere il contrabbando o evitare sbarchi di merci non autorizzate.

Si voleva in questo modo,  anche impedire l’espatrio di sudditi del Granducato e evitare l’immigrazione di persone indesiderate o di clandestini, impedendo l’avvicinarsi alla costa a chi poteva infettare  la ricorrente e tanto temuta peste.

I militari si sarebbero occupati anche  della riscossione delle tasse, dei dazi e delle gabelle di chi transitava nel territorio, per la vendita delle merci o per la transumanza delle pocore.

Populonia e il Golfo di Baratti

Populonia è un’antichissima e importantissima città etrusca, uno dei dodici centri chiamate Dodecapoli, le città-stato che facevano parte dell’Etruria, governate da un lucumone. Le vestigia di questo glorioso passato sono ancor oggi visibili in un piccolo centro che sprigiona fascino senza tempo grazie alla sua posizione e alle sue splendide rovine.

Situato in cima a una collina circondata dal mare, l’antico abitato si trova in una posizione dominante su uno dei promontori che formano il Golfo di Baratti e mostra belle fortificazioni del XV° secolo erette per volere dei Signori di Piombino.

Anticamente era conosciuta come Fufluna (da Fufluns, dio etrusco dell’ebbrezza) o Pupluna, ed era la sola città etrusca a sorgere sulla linea di costa. L’antica acropoli si trovava nel punto in cui oggi si possono ammirare Poggio del Castello e Poggio del Telegrafo, verso l’estremità sud-occidentale del Golfo di Baratti.

Presso l’attuale abitato sono visibili i resti della città antica, con le mura etrusche e resti di edifici di epoca romana.

Sono molto belle anche le mura medievali, costruite per la difesa dai pirati, così come la Rocca, edificata nella prima metà del secolo XV e che al suo interno racchiude vicoli lastricati, piccoli negozi e la privata Collezione Gasparri, che conserva reperti etruschi e romani provenienti dall’area della città e dai ritrovamenti sottomarini del tratto di mare antistante.

Una strada, da cui si domina un meraviglioso panorama, congiunge Populonia al Golfo di Baratti, dove sono presenti altre importantissime testimonianze etrusche.

In questa zona infatti si possono visitare alcune delle necropoli che facevano riferimento alla città nel Parco archeologico di Baratti e Populonia, insieme ai resti del quartiere industriale presso il porto; mentre nella vicina Piombino ha sede il Museo archeologico del territorio di Populonia.
Fonte: Visit Tuscany

I percorsi

Il percorso più breve (rosso di 6,5 km) inizia dal villaggio dei pescatori di Baratti che da il nome al suo splendido golfo e costeggiando tutto il promontorio di Populonia attraversa la suggestiva scogliera Buca delle Fate per poi ritornare al villaggio di partenza.
È consigliata una variante per il borgo di Populonia dove oltre all’ aspetto storico e turistico è possibile ammirare un panorama mozzafiato a 360 gradi.

Il percorso più lungo (blu di 14 km) inizia invece da Populonia in direzione sud verso il promontorio di Piombino sviluppandosi nella prima sezione lungo il crinale costiero. Merita una visita i ruderi del Monastero di San Quirico segnalato lungo il percorso. Giunti a Cala Moresca il sentiero, lungo la Via dei Cavalleggeri, ritorna in direzione nord per la costa fino a chiudere il percorso risalendo da Buca delle Fate dove nel tratto finale è possibile scorgere le varie tombe a camera di origine etrusca scavate nella roccia.

I due percorsi possono essere anche uniti per una suggestiva camminata giornaliera.

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Route5087926-Baratti   

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