La Via Ghibellina

La Via Ghibellina

Da Firenze al Santuario della Verna

La Via Ghibellina è un’antica strada e un percorso escurisionistico che collega Firenze con Poppi e prosegue fino al santuario della Verna: anticamente era percorsa da truppe in difesa di Firenze e dai pellegrini verso il santuario francescano; viene ancora percorsa dai pellegrini e dai praticanti del trekking.

La Comunità Toscana “Il Pellegrino”, che si occupa della cura del percorso, ha collaborato con numerosi ricercatori per fare luce sulle origini di questa via e per inserirla all’interno di una cornice storica che le dia il valore che si merita.

Le ricerche storiografiche e altre informazioni sul percorso posso essere trovate all’interno della guida creata dalla Comunità Toscana “Il Pellegrino”.

Storia

Non si conosce con certezza la data di costruzione di quella che poi prenderà il nome di Via Ghibellina: di certo esisteva già in epoca romana così come dimostrato da alcuni tratti lastricati, ma non è da escludere che potesse esistere già prima.

Di certo la strada divenne fondamentale dalla metà del XIII secolo: Firenze, che non aveva un esercito proprio e si affidava alle truppe provenienti dai paesi vicini, in questo caso dal castello dei Conti Guidi a Poppi, utilizzò la strada sia per far arrivare più velocemente le truppe in città, sia perché priva di gabelle.

Dai conti Guidi inoltre la strada sembra prendere il nome, in quanto questi erano soliti chiamarla appunto Via Ghibellina.

La Via Ghibellina fu probabilmente percorsa anche da Dante Alighieri quando fu ospitato dai Conti Guidi , nel 1310, nel castello di Poppi.

Ci restò quasi un anno e si dice che qui abbia composto il XXXIII canto dell’Inferno della Divina Commedia.

La via veniva anche percorsa da numerosi pellegrini, in quanto, naturale prosecuzione della Via degli Dei, che collegava Bologna a Firenze, giungeva fino al santuario della Verna, passando per l’abbazia di Vallombrosa: lungo il suo percorso sorsero numeri spedali per il ricovero dei pellegrini.

 

Descrizione

La strada che si presenta sia lastricata, sia in terra battuta, sia in alcuni tratti asfaltata, ha una lunghezza di circa 60 km da Firenze a Poppi, a cui se ne aggiungono altri 20 per giungere al santuario della Verna. Partendo da Firenze e salendo per le colline di Bagno a Ripoli, si giunge allo Spedale del Bigallo.

Si sale fino ad arrivare a Montecucco per poi scendere e giungere ai resti del Monasteraccio, una struttura divisa in celle, oratorio e cimitero dove dal 1276 venivano ospitate donne senza alcuna regola.

Proseguendo si arriva, dopo essere passati per la pieve di San Leolino, prima a Rignano sull’Arno, che aveva uno spedale in uso fino al XVIII secolo e dedicato ai santi Filippoe Giacomo, poi alla pieve di San Pietro a Pitiana, e, dopo una salita di 6 km, all’abbazia di Vallombrosa.

Si costeggia il torrente Scheggia e si raggiunge Pieve Molino e quindi Montemignaio: qui erano presenti due spedali, uno dedicato a san Benedetto, l’altro alla Madonna delle Nevi.

Attraversato il ponte medievale si prosegue fino a Pagliericcio su una strada lastricata: nei pressi del fiume Solano è possibile scorgere il Mulino Grifoni, risalente al 1696 e ancora funzionante.

Tramite una strada asfaltata si giunge a Strada in Casentino, con il castello di San Niccolò, poi a Capolona con la pieve di San Martino Sopr’Arno, e, dopo aver guadato il Solano, a Strumi, dove sorge la chiesa di San Fedele, che era obbligata a dare cibo a dieci pellegrini al giorno: infine si arriva a Poppi con castello dei Conti Guidi.

La strada prosegue poi verso il Santuario della Verna, passando per Bibbiena e il santuario di Santa Maria del Sasso.

Le tappe

  1. Firenze – Rignano sull’Arno, loc. Bombone (21 km)

  2. Rignano sull’Arno – Abbazia di Vallombrosa (15 km)

  3. Abbazia di Vallombrosa – Poppi (27 km)

  4. Poppi – Santuario della Verna (22 km)

I ristori

Abbiamo usufruito dei seguenti ristori:

A Rignano sull’Arno, in località Bombone, l’Affittacamere da Mamma Sara (Via del Bombone, 78, 50067 Rignano sull’Arno FI – tel. 055 49 39 129). Sara e Teodoro vi faranno sentire in famiglia in una casa in campagna con le prelibatezze che la stagionalità potrà offrire.

Essendo il ristoro fuori percorso, c’è la possibilità di farsi venire a prendere con un mezzo e riportati nello stesso punto la mattina successiva.

All’Abbazia di Vallombrosa abbiamo trovato solo da dormire (donativo).

A piedi abbiamo raggiunto località Saltino, in meno di 2 chilometri, dove sono presenti alcuni ristori di cui La Gastronomia Ristorante Pizzeria (Piazzale Roma,9 – tel. 055 86 20 27) con un alimentari all’interno.

Ottima pizza e sublime la porchetta di loro produzione cotta nel forno a legna.

Consigliamo eventualmente di allungare la tappa e trovare anche in questa località anche il posto per dormire.

A Poppi, poco fuori percorso, all’Agriturismo Poggio Dante (Strada provinciale dei Guazzi, 24 – tel. 335 76 60 848, email poggiodidante@gmail.com) una struttura rurale che si affaccia sulla valle dominata dall’altura dove si erge il castello di Poppi.

Ambiente straordinario adibito per ricevere i viandanti, con tanto di piscina e del cibo con ingredienti selezionati dell’agriturismo.

Alla Verna è possibile alloggiare e mangiare al refettorio (le informazioni sulla pagina web del Santuario).

Il percorso

Lunghezza 85 km, punto più alto 1380 m, punto più basso 41 m, dislivello in salita 4220 mt

 La Via Ghibellina si puo’ percorrere, seguendo le indicazioni con la freccia di color arancio, in quattro tappe suddivise in base alle tante salite da affrontare.

Abbiamo analizzato bene il percorso prima di affrontare la camminata e ci è risultata ben equilibrata sia con i ristori ed i vari luoghi di eventuale rifornimento.

Per avere la credenziale del Cammino contattare la Comunità Toscana “Il Pellegrino”

Avvertenze

E’ consigliabile prestare attenzione ad ogni singolo incrocio e verificare la presenza delle frecce color arancio o i cartelli direzionali.

Si consiglia di caricare la traccia su un’ applicazione gps per smartphone o dispositivo dedicato.

Passata Prato di Strada il percorso è chiuso per frana per un tratto di qualche centinaio di metri. E’ possibile prendere una deviazione a sinistra prima di arrivare all’interruzione e riportarsi sul percorso più avanti.

Passata Bibbiena, poco dopo località Campi, il ponte sul torrente Corsalone non è agibile. E’ obbligo guadare il torrente scegliendo il migliore attraversamento. Si consiglia l’uso di sandali da trekking.

 

List   

Information
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Via_Ghibellina2020   

Profile

50 100 150 200 5 10 15 Distance (km) Elevation (m)
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Duration: No data

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La nostra attrezzatura base

Abbazia di Vallombrosa

L’Abbazia di Vallombrosa è situata proprio nella splendida Foresta creata e curata nei secoli dai monaci e dichiarata nel 1973 Riserva Biogenetica Naturale.

Vallombrosa
Così fu nominata una badia
Ricca e bella ne men religiosa
E cortese a chiunque vi venia

Ariosto, “Orlando Furioso”, Canto XXII

 

L’ Abbazia di Vallombrosa è situata proprio nella splendida Foresta creata e curata nei secoli dai monaci e dichiarata nel 1973 Riserva Biogenetica Naturale.

Nel 1008 Giovanni Gualberto, nobile fiorentino, che si era da poco fatto monaco, lasciò con un compagno il monastero di San Miniato di Firenze, per trovare un luogo più isolato dove raccogliersi.

Dopo un incontro con San Romualdo, fondatore dell’eremo di Camaldoli, si recò in una località denominata “Acquabona” ove già si trovava un piccolo romitorio dove adesso sorge il monastero di Vallombrosa vennero costruite celle di legno per i nuovi adepti che raggiunsero Gualberto.

Nel 1015 i monaci elessero Gualberto a loro superiore, e nacque la nuova congregazione dei monaci vallombrosani, che seguì la regola di San Benedetto basata sul precetto “ora et labora” dedicandosi alla preghiera, al lavoro ed all’accoglienza dei pellegrini.

La visita al monastero è assai interessante: l’imponente costruzione, dominata dall’alto campanile del ’200 e dalla torre, ha l’aspetto di un castello.

Numerose le opere d’arte conservate nell’Abbazia: un bassorilievo robbiano nel vestibolo prospiciente il refettorio, le quindici tele di Ignazio Hugford nel refettorio, il coro ligneo della chiesa intagliato e intarsiato da Francesco da Poggibonsi.

Intorno all’Abbazia, nella foresta, nei luoghi sacri più significativi legati a episodi prodigiosi della vita di Gualberto, si trovano cappelle e tabernacoli databili tra il XVI e il XVII sec.

I percorsi che portano a questi piccoli edifici religiosi offrono al visitatore molteplici occasioni di meditazione.

 

Il Santuario della Verna

« Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia. »

Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna in provincia di Arezzo, all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è famoso per essere il luogo in cui san Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224.

Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario, destinazione di numerosi pellegrini, ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.

Un Serafino appare a san Francesco che riceve le stigmate sul monte della Verna, luogo in cui sorgerà l’omonimo santuario.

La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo.

La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di san Francesco, che nella primavera del 1213 incontrò a San Leo, in Montefeltro, il conte Orlando di Chiusi in Casentino, il quale, colpìto dalla sua predicazione, volle fargli dono del monte della Verna che successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro.

Il parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna

Una grande area protetta nell’appennino tosco-romagnolo, comprendente boschi e foreste tra i più estesi e meglio conservati d’Italia, custode di un elevato patrimonio floristico e di una fauna di grande interesse che annovera il lupo e l’aquila reale tra i grandi predatori e diverse specie di ungulati.

Le foreste e i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni di millenaria presenza dell’uomo: borghi, mulattiere e soprattutto due santuari di assoluto fascino come Camaldoli e La Verna.

 

Diario fotografico

Fonte:

Wikipedia,

unapasseggiata.org

Comunità Toscana “Il Pellegrino”

tuscany-charming.it

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