Camminando nella faggeta del monte Amiata: la più vasta d’Europa

Camminando nella faggeta del monte Amiata: la più vasta d’Europa

Il monte Amiata

Il monte Amiata è un gruppo montuoso di origine vulcanica, situato nell’Antiappennino toscano, tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Paglia, compreso tra la provincia di Grosseto e quella di Siena, in Toscana.

L’origine del toponimo Amiata è stata da alcuni individuata nel latino ad meata, ossia «alle sorgenti».

Altre ipotesi sull’etimo del toponimo Amiata sono state rappresentate in una rivista storico-culturale locale, ove si indica una derivazione da mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca.

Il massiccio montuoso, oltre all’omonima vetta che raggiunge i 1738 metri sul livello del mare, include anche una serie di cime, in continuità l’una con l’altra: Poggio Trauzzolo, monte Labbro, monte Civitella per citarne alcune con altitudini tra i 900 e 1200 metri.

Il monte Amiata è un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica.

Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia.

Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico.

La faggeta del Monte Amiata, con esemplari centenari, è la più vasta d’Europa.

Escursioni e trekking sul Monte Amiata

Ricchissima, e famosa in tutta Europa, è poi la rete dei sentieri segnati che consentono escursioni a piedi di tutte le lunghezze.

La rete dei sentieri ha al centro l’Anello della Montagna, il magnifico itinerario di ventotto chilometri di lunghezza che gira intorno al vulcano.

Il percorso completo richiede una dozzina di ore, molti dei paesi che fanno corona alla montagna come Abbadia San Salvatore, Vivo d’Orcia, Arcidosso, Piancastagnaio e Santa Fiora sono collegati all’Anello da una ‘bretella’ segnalata.

Altri itinerari segnati collegano Santa Fiora, Piancastagnaio e l’Anello della Montagna al Monte Civitella e a Castell’Azzara traversando lungo il percorso le riserve naturali del Pigelleto e del Monte Penna.

Di grande interesse floristico e culturale sono i sentieri della castagna che s’inoltrano in alcuni dei castagneti più suggestivi del vulcano toccando case coloniche e seccatoi di grande suggestione.

Gli appassionati dei trekking di più giorni possono combinare in vario modo gli itinerari che abbiamo appena citato, oppure utilizzare i percorsi segnati che collegano i sentieri dell’Amiata con alcune delle località più interessanti della Maremma e del Senese.

Lungo gli itinerari segnati dalla Provincia di Grosseto si può arrivare a Pitigliano, Saturnia, Scansano e all’Argentario, i percorsi della Provincia di Siena consentono di raggiungere Montalcino, Pienza, Montepulciano, Chiusi e la stessa Siena.

Il sentiero Firenze-Siena-Roma, inaugurato nel 1996, collega in 25 tappe il capoluogo della Toscana con la capitale, e attraversa le foreste dell’Amiata e i pascoli del Monte Labbro.

La vetta

Raggiungere la Vetta del Monte Amiata è un’esperienza che vale la pena vivere.

Un ampio panorama che ci attende all’arrivo: quello osservabile dal Monte Amiata è probabilmente il paesaggio più vasto di tutta l’Italia Centrale.

Nelle giornate chiare è possibile vedere il lago di Bolsena, il lago Trasimeno, le isole dell’arcipelago toscano, le valli della Maremma con le Colline Metallifere, le colline del Chianti e molto oltre.

Sulla cima si trova la nota Croce Monumentale e, più avanti, la Madonnina degli Scouts.

La ‘Croce’ merita senz’altro la visita dato anche il valore religioso e culturale che essa ha da sempre rappresentato per la comunità amiatina.

Costruita nel 1910 essa è la nona in ordine di tempo delle venti croci monumentale erette sulle cime più alte d’Italia per volere di Papa Leone XIII.

La struttura è interamente costituita da ferro battuto; in stile belle èpoque, con vari elementi di stile fiorito, è alta 22 metri su una base di 8×8. metri.

Montata a Siena dove fu ideata dall’architetto Zalaffi, presentò alcune difficoltà sia di carattere economico che di carattere logistico.

Se con il contributo di generosi benefattori si riuscì a portare a termine la realizzazione, fu grazie alla tenacia degli abitanti di Abbadia che essa raggiunse i 1738 metri slm della Vetta: i ‘badenghi’ fecero a gara, ogni giorno dopo il turno di lavoro, per portare a spalla un pezzo di ferro fino alla cima attraverso i precipizi, le frane e gli inciampi che caratterizzavano le strade dell’epoca.

Celebrata da tutti gli amiatini, la Croce fu abbattuta dai bombardamenti tedeschi nel 1944 e ricostruita per volere della comunità locale nel ’46.

Il percorso

Il percorso ad anello inizia dal rifugio Cantore con una lunghezza poco meno di 10 chilometri e con una risalita di 700 metri.

Attraverso la suggestiva faggeta arriva alla vetta del monte Amiata passando dalla Madonnina degli Scouts per poi arrivare alla Croce.

Sulla cima è possibile scorgere un bellissimo panorama.

Scendendo verso Pianello, dopo qualche centinaio di metri, sono presenti dei ristori dove è possibile mangiare ottima cucina tradizionale. Importante anche durante la stagione estiva prenotare anzitempo.

Da Pianello, riprendendo il sentiero, si conclude l’anello con il ritorno al rifugio Cantore.

Difficoltà E

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Route5502619-Anello_Amiata   

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50 100 150 200 5 10 15 Distance (km) Elevation (m)
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Diario fotografico

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Fonti:

Wikipedia

tuscany-charming.it

bookingamiata.com

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LA LISTA PER IL CAMMINO

UTILIZZATA PER IL CAMMINO DI SANTIAGO, VIA FRANCIGENA, VIA DEGLI DEI E VIA GHIBELLINA

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