Dietro la Monnalisa nelle suggestive Balze del Valdarno

Dietro la Monnalisa nelle suggestive Balze del Valdarno

Le Balze del Valdarno

Le Balze del Valdarno in provincia di Arezzo in Toscana, sono un geotopo caratteristico, costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificate, alte fino a un centinaio di metri, di forme diversificate, intercalate da profonde gole.

Queste sono il risultato dell’erosione dei sedimenti pliocenici lacustri del Valdarno Superiore da parte degli agenti atmosferici e dei corsi d’acqua.

Il fondovalle del Valdarno come lo vediamo oggi è il risultato dei fenomeni geologici, avvenuti dopo l’estinzione del Lago pliocenico del Valdarno Superiore.

Da questo momento in poi inizia la fase erosiva che continua anche adesso.

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L’ Arno scorre più spostato verso i Monti del Chianti rispetto al centro della valle, a causa della maggior forza degli affluenti di destra che scendono dal Pratomagno, per questo dalla parte sinistra i sedimenti sono smantellati più velocemente.

Per lo stesso motivo le Balze presentano le loro forme più evidenti e spettacolari a ridosso delle pendici del Pratomagno.

Per ammirare formazioni più caratteristiche si può percorrere la strada provinciale SP1 Setteponti lungo il tracciato dell’antica Cassia Vetus.

Molti sono i sentieri CAI che possono essere percorsi in bici o a piedi, dai quali è possibile ammirare le Balze.

Il percorso classico per apprezzare le Balze e ben segnalato è il sentiero CAI 51 chiamato dell’Acqua Zolfina che inizia dal borgo di Castelfranco di Sopra.

Leonardo da Vinci osservando le balze del Valdarno capì questi processi con qualche secolo di anticipo rispetto alle teorie moderne sull’erosione e la sedimentazione:

«… questa valle riceveva sopra il suo fondo tutta la terra portata dall’acqua di quella intorbidita, la quale si vede ancora a’ piedi del Pratomagno restare altissima, dove li fiumi l’han consumata e in fra essa terra si vede le profonde segature dei fiumi, che quivi son passati, li quali discendono dal gran monte di Pratomagno, nelle quali segature non si vede vestigio alcuno di nichi di terre marine»

 

Le Balze dietro la Monnalisa

Ma davvero le Balze che fanno da sfondo ad una delle più grande opere della storia, la Gioconda del Leonardo, sono quelle del Valdarno?

In ogni epoca, storici, studiosi o semplicemente curiosi, sono andati alla ricerca di quel misterioso paesaggio presente nel ritratto, lasciatemi dire, più bello di sempre.

La maggior parte degli indizi portano però a quell’area del Valdarno per il semplice fatto che il Maestro la conosceva molto bene: oltre agli studi che aveva fatto su tali fenomeni geologici, da li transitava per recarsi da Firenze alla Val di Chiana tra il 1502 e il 1503.

Continuando con le date, viene attribuita la creazione della Gioconda tra il 1503 e il 1506, così come altre importanti opere nelle quali da sfondo fanno simili fenomeni tipo le Balze del Valdarno, La Vergine delle Rocce e Sant’Anna.

Niente però è ancora certo, ma il cerchio si è talmente strinto affinchè tale bellezza, quella delle Balze del Valdarno, sono degne di essere attribuite a quel sorriso inimitabile della Monnalisa.

Il Sentiero dell’Acqua Zolfina

Partendo dalla piazza di Catelfranco e uscendo dalla porta Est si imbocca via delle Balze, sent. CAI 51.

Appena fuori dall’abitato iniziano le prime visioni delle balze lungo il percorso.

Oltre il Podere Pometia, guadare, senza difficoltà, il Borro delle Fossate.

Potrebbe esserci qualche difficoltà in caso di pioggia abbondante.

Il percorso prosegue tra balze a destra e sinistra per poi deviare verso il borgo di Piantravigne dove è possibile ammirare un suggestivo scorcio dalll’alto sui fenomeni geologici.

Visitato il borgo e ritornati al bivio dove abbiamo deviato si continua sul percorso.

Poco più avanti un’indicazione ci porta alla Fonte Zolfina, dove esce una limpida acqua dal sapore, naturalmente, di zolfo.

Da qui, sempre sul sent. 51, dopo poco si ritorna a Castelfranco.

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Difficoltà T

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Nelle Vicinanze… 

Loro Ciufenna Da visitare, oltre il borgo di Castelfranco da dove inizia l’itinerario che conduce alle Balze, il borghetto di Petravigna posto sulla variante del percorso. 

Da Petravigna è possibile ammirare un bellissimo panorama sull’area delle Balze.

A pochi chilometri merita la visita il borgo di Loro Ciufenna dove è presente un antichissimo molino ancora in funzione e la Pieve di San Pietro a Gropina.

Qui si può degustare piatti tradizionali ed il tipico Fagiolo Zolfino che fino a qualche decennio fà veniva solo coltivato a Loro Ciuffenna.

Oggi è stato riscoperto e valorizzato fino alla richiesta di riconoscimento IGP, e attualmente se ne producono quasi 20 tonnellate nell’area “tipica” della dorsale valdarnese del Pratomagno, in sostanza, è una prelibatezza da abbinare a dell’ottimo cibo.

Questi borghi sono selezionati tra i più belli d’Italia.

 

Fonte: Wikipedia

Cenni storici: lamiabellatoscana

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