La sorgente dell’Ombrone a San Gusme’

La sorgente dell’Ombrone a San Gusme’

Il fiume Ombrone e la sorgente

L’Ombrone è il fiume più importante della Maremma grossetana con una lunghezza di circa 160 chilometri ed il secondo fiume più importante della Toscana dopo l’Arno.

Sfocia nel mar Tirreno a breve distanza da Grosseto ma chiedere ad un maremmano dove sia la sua sorgente…non si avranno delle risposte.

Magari verrà ricordato, l’Ombrone, nell’ultima grande pioggia che vide rompersi i suoi argini ed allagare tutta la piana grossetana. Quante volte. Un classico.

Siamo andati nel punto preciso della sua sorgente, perchè da buoni maremmani siamo alla continua ricerca delle curiosità, tradizioni ed origini di questa nostra terra poco popolata ma con una natura prevalentemente selvaggia e tanta storia ancora da raccontare.

Il tutto ci ha portati a San Gusmè, un borgo caratteristico toscano situato a 25 chilometri a nord-est di Siena nel comune di Castelnuovo Berardenga, nell’area del Chianti.

Così nasce un percorso che da questo bellissimo borgo, attraverso panorami di vigneti, antiche tenute e viali di cipressi, conduce alla sorgente dell’Ombrone per poi ritornare al luogo di partenza, nel quale abbiamo fatto conoscenza di una storia da menzionare come quella della leggenda di Luca Cava.

Cenni storici di San Gusmè

San Gusmè è un piccolo borgo, frazione del comune di Castelnuovo Berardenga a pochi passi dalle sorgenti dell’Ombrone.

Ci troviamo nel mezzo del classico paesaggio del chianti senese, in mezzo a vigneti, castelli e fattorie.

Il curioso toponimo deriva dalla degenerazione di San Cosma a cui era dedicata un’antica chiesa di epoca carolingia nel vicino borgo di Campi.

A causa della decadenza del castello di Campi, la chiesa venne trasferita nell’attuale San Gusmè.

Il borgo ha una struttura fortificata che risale al XIV secolo.

La forma è compatta e più o meno circolare, delimitata da una cinta muraria ancora in parte leggibile, iglobata nelle case.

Verso la fine del 1300 con l’aiuto di Siena, gli abitanti iniziarono la fortificazione del borgo, per difendersi dalle continue scorrerie delle compagnie di ventura.

Nel 1478 l’esercito aragonese inperversa in Toscana occupando anche San Gusmè.

Nel 1554, durante la guerra di Siena il borgo fu messo a sacco dalle truppe imperiali.

Con la fine della guerra e la sconfitta senese, la roccaforte di San Gusmè entrò a far parte dei domini di Firenze.

San Gusmè rimase una comunità autonoma sotto il granducato, fino a che venne riunita al comune di Castelnuovo Berardenga nel 1777.

San Gusmè oggi

Il borgo si presenta ancora oggi con un impianto compatto all’interno di quello che era il percorso delle mura.

Gli edifici e le strette vie sono molto suggestivi.

L’accesso avviene ancora dalle porte aperte nelle mura.

La porta principale, la porticciola, ancora sormontata dallo stemma senese, la porta nuova, aperta nel 1939.

Entrando dalla porta nuova troviamo la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano documentata già nel 1023.

Attraversando vari vicoli e piazzette, si giunge alla chiesa della Compagnia risalente al XIV secolo, intitolata alla Santissima Annunziata con un caratteristico campanile.

La leggenda di Luca Cava

All’ingresso del paese c’è un’interessante statuetta in terracotta raffigurante un uomo intento all’espletazione dei propri bisogni quotidiani. Accanto alla statua si legge:

“re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni.

Non ridete, pensate a voi stessi”.

La leggenda legata alla statuetta sembra nasca alla fine dell’Ottocento, quando l’oste del paese, stanco di dover pulire la sporcizia dei suoi maleducati avventori, costruì uno stanzino esterno con la scritta Bagno Pubblico.

Ma essendo i clienti analfabeti nessuno lo usava e il problema dello sporco e del cattivo odore rimaneva.

Decise quindi di fare un statuetta che rappresentava un uomo accovacciato per fare i propri bisogni.

Le persone finalmente capirono l’utilizzo dello stanzino e il luogo tornò pulito.

La statuetta fu battezzata come “Luca Cava”.

Ogni anno, i primi due fine settimana di Settembre, San Gusmè festeggia questo simpatico personaggio con la Festa del Luca, che vede musica dal vivo, stand gastronomici e artigianali oltre che ristorante tipico nelle piazze del paese.

fonte: lamiaterradisiena.it

Il percorso

Abbiamo tracciato un percorso di circa 12 chilometri per poterlo eseguire durante la mattinata con partenza da San Gusmè per poi ritornare sul posto all’ora di pranzo.

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